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Incontro con  LUCA ATTANASIO: GIORNALISTA E SCRITTORE

INCONTRO CON IL GIORNALISTA E SCRITTORE

LUCA ATTANASIO

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL BAGAGLIO”

 

Il 5 dicembre 2019 le classi 2N, 2H, 3A, 4N e 5G del Liceo scientifico “A. Roiti” di Ferrara si sono recate in Aula  Magna per assistere all’incontro con lo scrittore e giornalista Luca Attanasio, sul tema dei migranti minori non accompagnati. Lo scrittore ha presentato in seguito il suo libro “Il Bagaglio”, pubblicato nel 2018 dalla Casa Editrice “Albeggi Edizioni”.

Dopo una breve introduzione di Andrea, un tutore di minori stranieri non accompagnati della Provincia di Ferrara, la parola è passata allo scrittore Attanasio, (il quale si occupa da anni di geopolitica), che attraverso dati statistici, percentuali e fotografie, ha spiegato ai ragazzi la gravità del fenomeno della migrazione forzata, le motivazioni che spingono le persone ad emigrare e quali sono i paesi che accolgono i migranti. Il fenomeno riguarda soprattutto paesi africani e orientali, in cui sono presenti guerre e dittature. È interessante sapere che, dei 71 milioni di migranti ogni anno, la maggioranza è costituita da bambini non accompagnati e da donne; inoltre, contrariamente a ciò che si pensa di solito, in Europa arriva una percentuale insignificante di queste persone, le quali lasciano la propria terra per poter sopravvivere.

In seguito lo scrittore ha presentato il suo libro “Il Bagaglio” che raccoglie le testimonianze dei minori non accompagnati (i bambini “Ulisse”) giunti in Italia e le interviste che il giornalista ha rivolto a questi ultimi. Questi giovani arrivano in Italia illegalmente e per farlo sono costretti ad affidarsi ai trafficanti. Il viaggio che debbono affrontare è estremamente pericoloso e richiede molti soldi, inoltre avviene in condizioni ambientali pessime e in situazioni precarie; essi sono costretti inoltre ad affrontare una nuova realtà senza l’appoggio e la protezione della famiglia. Per lo più una volta arrivati in Europa questi ragazzi si ritrovano a fare i conti con i pregiudizi delle persone, convinte che gli stranieri rappresentino una grande percentuale della popolazione (affermazione che secondo dati ufficiali è errata), e dei governi, che costruiscono muri per bloccare il traffico dei migranti. Successivamente Luca Attanasio ha mostrato un video nel quale erano presenti alcune frasi tratte dalle testimonianze dei giovani migranti, riguardanti il loro viaggio nel deserto. Testimonianze che presentano errori grammaticali poiché sono state scritte direttamente dai ragazzi e lo scrittore le ha volute riportare nel libro senza fare alcuna modifica. Questo per avvicinare il lettore al ragazzo e fargli provare le emozioni e le sensazioni che Attanasio provò mentre ascoltava le storie di questi giovani. Il giornalista ha poi riportato la testimonianza di Mohamed Keita, che prima di imbarcarsi per l’Italia venne privato dell’unico ricordo che aveva dei suoi genitori, una fotografia. Una volta giunto alla stazione di Roma Termini (dopo un viaggio durato più di tre anni), gli venne donata una macchinetta fotografica con la quale iniziò a fotografare, scoprendo così il suo talento e la sua vocazione (l’immagine della copertina del libro è una foto scattata proprio da lui). Mohamed ha potuto così costruirsi un futuro e ha scelto inoltre di ritornare in Africa dove ha costruito e aperto dei laboratori fotografici per Save the Children in modo da insegnare e aiutare i ragazzi più poveri dei paesi africani. Lo scopo è quello di evitare loro la dolorosa esperienza da lui vissuta in modo da donargli gli strumenti per creare opportunità lavorative e un futuro migliore a partire dalla loro terra.

Come sostiene l’allieva Emma Bigoni della classe 2N che ha letto il libro di Attanasio -“L’incontro è stato molto coinvolgente perché il giornalista si è mostrato molto disponibile a rispondere alle domande di noi ragazzi. È stata un’esperienza unica e molto emozionante, poiché Luca Attanasio è riuscito ad aprire gli occhi di noi ragazzi su un tema molto delicato e profondo, che oggi è uno degli argomenti più discussi e suscita opinioni molto contrastanti tra le persone”.

Lo scrittore ha in seguito pronunciato e motivato il suo motto “Stay Human”, ovvero l’invito a mantenere la propria umanità, letteralmente restare umani di fronte a tutti gli individui, che vanno visti come esseri umani con la propria storia personale, alla ricerca di qualcuno che li ascolti e  li aiuti a raccontarla.

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