UN GIORNO ALLA BASE NATO DI POGGIO RENATICO
Poggio Renatico, 27 novembre – Gli studenti della classe 5T hanno partecipato a una visita guidata presso la base NATO di Poggio Renatico, accompagnati dalla professoressa Clelia Caracciolo e dal professor Michele Maestri. L’uscita didattica ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento, rivelandosi un’esperienza significativa e coinvolgente dal punto di vista formativo.
La visita si è aperta con un breve briefing in lingua inglese su cosa sia l’Aeronautica Militare italiana e su quale sia il suo ruolo in Europa e nella NATO, nonché sugli obiettivi e i programmi da essa seguiti (soccorso o monitoraggio dello spazio aereo oppure operazioni di scramble, ovvero intercettazione e identificazione di un velivolo sconosciuto e potenzialmente pericoloso nei cieli nazionali). Al termine, abbiamo iniziato una visita guidata in molte delle stanze della base che, a Poggio Renatico, è solo di comando e controllo.
Siamo entrati subito nella stanza NASOC (National Air and Space Operations Center) dove avviene il monitoraggio e la sorveglianza dello spazio aereo, con tanto di spiegazione sul significato e il funzionamento del sistema. È seguita poi una spiegazione sul funzionamento di molti satelliti meteorologici, come il METEOSAT, nel locale in cui sono collocati tutti i monitor per le previsioni in tempo reale. Subito dopo siamo entrati nell’Italian Air Warfare Center, dove vengono eseguite e pianificate le operazioni militari aeree in tutto lo spazio aereo nazionale ed estero. La base di Poggio Renatico ospita una delle due sale presenti a questo scopo in tutta la nazione, per cui la sua importanza è superlativa. Infine, ma non per importanza, ci hanno presentato il Centro Space Situational Awareness, dove vengono visualizzate tutte le traiettorie dei satelliti attorno alla Terra, sia quelli attivi sia quelli ormai dismessi e in orbita in una cosiddetta “zona cimitero”. La sicurezza in questo compito è davvero fondamentale, in quanto parliamo di oggetti enormi e pesantissimi che, qualora dovessero essere fatti rientrare, potrebbero rappresentare un pericolo enorme in caso di traiettoria errata di rientro.
Al termine di questo ultimo tour siamo tornati infine nella sala briefing, dove abbiamo avuto la possibilità di assistere a un seminario più dettagliato sulla NATO e la sua costituzione con il contributo del Brigadier General Stefan Scheibl della Luftwaffe e vice comandante del DACCC (Deployable Air Command and Control Center), che ha tenuto il suo intervento in lingua tedesca.
Questa visita è stata una preziosa occasione per conoscere uno dei centri più rilevanti a livello strategico sul territorio italiano. Entrando ci si accorge subito di come il mondo militare sia completamente diverso da qualunque altro ambiente lavorativo che si possa conoscere, da un lato per il rigore -come del resto è giusto che sia-, dall’altro per la sua dotazione tecnologica sbalorditiva, che anticipa di anni l’impiego degli stessi macchinari anche nella vita quotidiana. Questo aspetto permette di riflettere non solo su come la ricerca scientifica nel settore militare costituisca un potenziale sbocco lavorativo, ma soprattutto permette di riflettere sugli aspetti etici e civici di responsabilità e correttezza dell’utilizzo di tecnologie all’avanguardia per fini spesso negativi e a volte tragici, come le diverse guerre in corso in questo momento.
I militari ci hanno accolto in modo piacevole e tutte le guide che ci hanno seguito durante il percorso sono state esaustive, molto disponibili a rispondere alle tante domande e curiosità e, in certi momenti, simpatici. Abbiamo percepito un clima sereno, tranquillo e aperto, a differenza di quello che si potrebbe immaginare dato il rigore presente negli ambienti militari.
È stato infine emozionante poter entrare in alcune sale di controllo e in locali molto importanti il cui accesso è limitato anche agli stessi membri delle forze armate. L’impatto iniziale è stato sorprendente, in particolare all’ingresso nella prima stanza, dove l’ambiente richiamava scenari spesso associati al cinema: postazioni operative e schermi dall’estetica futuristica mostravano un flusso continuo di dati e grafici dinamici, che rendevano le informazioni immediatamente accessibili da ogni angolazione.
Nel complesso si è trattato di un’esperienza estremamente formativa, che ha permesso di osservare applicazioni concrete di principi che gli studenti affrontano abitualmente solo nei libri. L’attività si è rivelata inoltre molto utile anche in un’ottica di orientamento post-diploma, grazie alla presentazione dei diversi percorsi lavorativi intraprendibili nell’Aeronautica Militare, dai quali alcuni studenti potrebbero trarre ispirazione per il proprio futuro.



